NIS2: cosa devono fare le aziende entro ottobre 2026

Indice

La NIS2 entra nella fase operativa

Nel 2026 la direttiva NIS2 cambia natura.
Non è più un passaggio normativo da gestire a livello documentale: diventa un processo concreto che incide sul modo in cui l’azienda organizza, gestisce e controlla il proprio sistema informatico.

Come evidenziato anche nel recente approfondimento su Il Goriziano, la compliance passa da formale a operativa, richiedendo un salto di qualità nella gestione dell’informatica, della sicurezza e del rischio.

Questo significa:

  • non basta avere policy scritte
  • non basta aver individuato responsabilità
  • non basta aver avviato gli adempimenti

 

Serve un sistema funzionante, integrato e verificabile.

NIS2 scadenze ottobre 2026

Le aziende coinvolte

La direttiva riguarda principalmente aziende con oltre 50 dipendenti oppure con fatturato superiore ai 10 milioni di euro.

In particolare:

  • imprese in settori critici o rilevanti
  • aziende che fanno parte di supply chain strutturate
  • fornitori di organizzazioni già soggette a NIS2

 

Questo significa che molte più aziende di quanto si pensi sono coinvolte, anche indirettamente.

Le scadenze da rispettare nel 2026

Il calendario NIS2 nel 2026 è progressivo e serrato.

Gennaio 2026 
Entrano in vigore gli obblighi operativi

Rilevazione e gestione degli incidenti
Attivazione dei processi di risposta

Marzo 2026

Designazione del punto di contatto e aggiornamento informazioni sul portale ACN.

Aprile – Giugno 2026 
Fase di aggiornamento e organizzazione

Aggiornamento dati sulla piattaforma ACN
Censimento dei fornitori rilevanti (supply chain)

Da Aprile a Giugno la sicurezza esce dai confini aziendali e coinvolge tutta la filiera.

Giugno 2026

Trasmissione e verifica delle informazioni richieste da ACN, comprese la categorizzazione delle attività, dei servizi e degli asset rilevanti ai fini NIS2.

⚠️ Questa del 30 giugno è una delle scadenze più importanti del 2026: rappresenta il primo vero adempimento operativo.

Entro settembre 2026

Pubblicazione delle linee guida settoriali
definizione degli standard tecnici

Ottobre 2026 (scadenza principale)

Le misure di sicurezza devono essere:
✅ documentate
✅ implementate
✅ operative
✅ integrate nei processi

Non basta dichiararle: devono funzionare.

Gli adempimenti concreti (cosa cambia davvero)

Nel 2026 le aziende devono dimostrare di avere sotto controllo diversi aspetti tecnici e operativi.

Gestione del rischio IT

Analisi dei rischi
Identificazione vulnerabilità
Gestione continua

Incident response

Capacità di rilevare incidenti
Procedure di gestione
Notifica alle autorità

Misure di sicurezza operative

Backup e recovery
Controllo accessi
Monitoraggio continuo

Supply chain security

Identificazione fornitori critici
Valutazione dei rischi
Controllo delle relazioni esterne

Governance e responsabilità

Coinvolgimento diretto del management
Responsabilità organizzativa
Tracciabilità delle decisioni

Il problema reale: manca una visione

Il punto più critico non è tecnico. È organizzativo. Infatti molte aziende oggi hanno completato gli adempimenti iniziali, ma non hanno un piano operativo chiaro

Come evidenziato nell’articolo, spesso manca una visione concreta dei passi successivi e delle attività da mettere a terra.

Questo è il vero rischio. Perché porta a:

  • interventi disorganizzati
  • duplicazioni
  • inefficienze
  • difficoltà in caso di incidente

Dal 2027

Entrano a pieno regime le attività di vigilanza, verifica e controllo da parte dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), con possibili richieste documentali, audit e verifiche di conformità.

Perché la compliance non basta

La NIS2 introduce un cambiamento fondamentale: la sicurezza informatica diventa responsabilità aziendale, non solo tecnica.

E soprattutto la conformità deve essere dimostrabile. Questo significa:

  • documentazione delle attività
  • tracciabilità dei processi
  • verifica continua

 

Non si tratta di essere “in regola” ma di essere in controllo.

Il ruolo del percorso IT

In questo scenario, il concetto di percorso IT diventa centrale. Non si tratta di applicare singole soluzioni, ma di costruire un sistema che:

  • cresce nel tempo
  • è governato
  • è sostenibile
  • risponde alle normative

 

Un percorso IT consente di:

  • integrare sicurezza, continuità e compliance
  • evitare interventi isolati
    trasformare la normativa in un
  • vantaggio operativo

Dal problema alla gestione

L’esperienza sul campo mostra un pattern ricorrente: i problemi informatici non nascono da singoli errori.

Nascono da sistemi:

  • cresciuti nel tempo
  • senza una logica
  • senza una guida

 

Questo rende difficile intervenire, analizzare e ripristinare.

Ottobre 2026 rappresenta un punto di svolta

Non chiude una fase normativa. Apre una fase operativa.

Le aziende sono chiamate a dimostrare di avere:

  • un sistema IT sotto controllo
  • processi definiti
  • responsabilità chiare
  • sicurezza integrata

 

La differenza non la farà chi ha fatto gli adempimenti. La differenza la farà chi ha costruito un sistema.

Molte aziende che hanno completato gli adempimenti iniziali si trovano oggi senza un quadro chiaro delle attività operative da mettere a terra. Spesso manca una visione chiara dei passi successivi. In questi casi è fondamentale affidarsi a referenti IT esterni, sia per una questione operativa che strategica

Vuoi capire a che punto è la tua azienda?

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Aiutiamo le aziende a valutare:

  • se interessate dalla normativa NIS2
  • quali attività sono già completate
  • quali passaggi servono davvero nei prossimi mesi

 

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